Anno Lutke-Schipholt sul prato fra le sue galline

Visita all'azienda agricola Demeter

Di galline felici e terreni sani

A Klettgau, Anno e Margrith Lutke-Schipholt gestiscono la loro azienda agricola secondo le direttive Demeter. Cosa fanno gli agricoltori Demeter che i comuni contadini non fanno? Una visita nel nord della Svizzera

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Claudia Schmidt
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Il sole sorge sul Randen. Anno Lutke-Schipholt (35) si stropiccia gli occhi e non può trattenere uno sbadiglio. Eccezionalmente, in questa soleggiata mattina non si è svegliato con le galline, ma ancora prima che il forte chiocciare sul prato avesse inizio. 

Presso la sua fattoria di Stei in Siblingen SH, l'agricoltore Demeter alleva complessivamente 800 galline ovaiole sistemate in tre stalle mobili. Una volta alla settimana le sposta prima ancora che escano. È così anche oggi.  «È necessario affinché l'erba e le piante sotto alla stalla ricrescano», spiega Lutke-Schipholt. Inoltre, lo spostamento protegge meglio le galline dagli agenti patogeni.

Video: Ecco come lavora un agricoltore Demeter

Energia solare e lavoro manuale

Un nastro trasportatore convoglia le deiezioni delle galline nella grande pala del trattore. Lutke-Schipholt si dirige con la pala del trattore piena verso il mucchio del compost. E torna indietro con il mangime per le galline. Dall'alto della forca per pallet svuota in una tramoggia i sacchi da 30 chili contenenti una miscela di cereali e semi. Maneggiare i sacchi a due metri di altezza è una vera prova di equilibrio per il contadino. Attraverso la tramoggia il mangime arriva poi all'interno della stalla mobile. Lì la distribuzione è affidata a un sistema computerizzato, che riceve la corrente elettrica necessaria dai pannelli solari montati sul tetto della stalla. «È molto comodo: nelle altre due stalle devo portarmi i sacchi dentro a mano», spiega l'agricoltore. Sempre a mano, verso sera Lutke-Schipholt raccoglie anche le uova, dopo aver aperto sul retro della stalla gli sportelli dei nidi di deposizione.

Galli felici grazie alla fattoria partner

«Il terreno è l'elemento centrale dell'agricoltura biodinamica»

Anno Lutke-Schipholt, agricoltore Demeter

Ora però l'agricoltore apre il portellone della stalla e le galline sciamano all'aperto. I 300 animali della stalla più grande hanno a loro disposizione mezzo ettaro di prato per beccare e razzolare. Rapidamente alcuni di loro si allontanano, mentre altri rimangono insieme in gruppi di grandi e piccole dimensioni. Tra di loro ci sono anche i galli, che cantano e razzolano in giro impettiti.

Per il suo branco, Lutke-Schipolt prevede un gallo per ogni 50 galline. E gli altri che fine fanno? Il programma Demeter «Hahn im Glück» («Gallo felice») non promette forse l'allevamento di un numero pari di galli e galline per prevenire l'uccisione dei pulcini maschi? «Vengono allevati in un'altra fattoria», spiega il contadino. «Collaboriamo infatti con un'azienda partner che alleva galletti». Lavoriamo inoltre assieme ad altri agricoltori, per esempio quelli a cui potrebbe servire il letame di pollo. In cambio, Lutke-Schipholt riceve cereali per il mangime. In questo modo le fattorie mettono in pratica una sana economia circolare, nella quale i mangimi provengono in gran parte da coltivazioni proprie e dove vengono sfruttati anche letame e liquami.

Mentre le galline razzolano, Anno Lutke-Schipholt si ferma un attimo e guarda il terreno. «Il terreno è l'elemento centrale dell'agricoltura biodinamica», commenta. La filosofia Demeter prevede anche campi privi di pesticidi. Il contadino previene i danni da calpestio sul prato con una delicata sarchiatura e semina di erbe di campo. A quel punto è tutto un fiorire di lamio, capsella e veronica per la gioia anche delle vacche e, in seguito nuovamente delle galline. «Bisogna nutrire il terreno con i suoi microrganismi come si nutre una mandria di mucche da latte», afferma il contadino spiegando il principio.

Il fattore più importante: il terreno

«Semplificando, dalla fermentazione nel corno si crea qualcosa di simile a una bevanda probiotica, solo per il terreno.»

Anno Lutke-Schipholt, agricoltore Demeter

«Nutrire» il terreno, ad ogni modo, va ben oltre la concimazione con il compost. Anno Lutke-Schipholt utilizza a tale scopo preparati che realizza autonomamente, una caratteristica tipica di tutti gli agricoltori Demeter. L'esempio più noto è il cornoletame: un corno di vacca riempito di letame che viene sotterrato per diversi mesi. Dal letame fermentato viene inoltre ottenuta una sostanza da spruzzare con l'obiettivo di rafforzare e aumentare la fertilità del terreno. A molti potrebbe sembrare di primo acchito un esempio di esoterica agricola. «Si tratta di conoscenze di cui un tempo disponevano molte più persone. E che venivano applicate perché funzionano», spiega rilassato. Sul cornoletame è stato anche di recente pubblicato addirittura uno studio scientifico. «Semplificando, dalla fermentazione nel corno si crea qualcosa di simile a una bevanda probiotica, solo per il terreno, che rinforza la struttura del suolo, migliora la fertilità e promuove la creazione di humus», prosegue Lutke-Schipholt.

I preparati biodinamici sono sufficienti a far fronte a malattie delle piante o parassiti? Per il contadino la risposta è chiara: «Su un terreno sano crescono piante sane». Le erbacce ostinate, per contro, sono a suo dire sintomo di problemi del suolo.

Coesione e confronto tra i contadini

Per l'agricoltore Demeter è importante anche il confronto, non solo con i colleghi svizzeri. Con alcuni colleghi argentini discute di terreni secchi: un argomento che dopo le ultime estati secche e roventi potrebbe ben presto riguardare anche la sua fattoria a Siblingen nel Cantone di Sciaffusa. Lutke-Schipholt sta dunque riflettendo su come affrontare i cambiamenti climatici con spirito di ricerca e nuove idee.

Ha mai pensato di cambiare metodo di produzione? «Conosco un solo modo di fare le cose», è la risposta immediata. Era ancora un bambino quando i suoi genitori hanno iniziato con l'agricoltura Demeter. In seguito ha svolto la formazione di agricoltore presso aziende Demeter. Ad ogni modo, Lutke-Schipholt non è solo un contadino, ma anche un meccanico qualificato di macchine agricole. Una caratteristica che gli torna molto utile quando qualcosa smette di funzionare. E che gli consente anche di mantenere in buone condizioni il suo parco macchine, non solo per sé stesso, ma anche per altri contadini che possono affittarle da lui. Questo modello gli consente anche di acquistare macchinari che non sarebbero redditizi se li usasse da solo.

Una famiglia contadina: Anno e Margrith Lutke Schipholt con i loro tre figli.

Lutke-Schipholt fa una piccola puntata dalle sue vacche. Un toro e vari buoi stanno separati dagli animali da ingrasso e lo accolgono festosi. Anche per i bovini c'è tanto spazio: possono scegliere autonomamente se rimanere al riparo nella stalla aperta o pascolare sul prato. Lutke-Schipholt sa che di giorno preferiscono generalmente la stalla, mentre di notte si godono la calma del prato. Fin quando al mattino successivo le galline salutano il sorgere del sole e per animali e persone comincia una nuova giornata Demeter.

L'etichetta Demeter: ecco le direttive applicate

Oltre a essere il più antico marchio bio, Demeter si è posta anche le linee guida più severe per la produzione di alimenti rispettosi della natura. L'agricoltura biodinamica secondo i canoni Demeter soddisfa i requisiti di qualità più elevati e promuove in modo sostenibile l'equilibrio tra ambiente, animali ed esseri umani.

Da settembre 2020 la Migros ha introdotto i suoi prodotti Demeter. Il nuovo assortimento Demeter della Migros si contraddistingue per l’eccellente qualità bio Demeter. Con l’ingresso nel commercio al dettaglio, Demeter Svizzera trova nuovi canali di vendita adatti per i suoi prodotti biodinamici. Questa collaborazione rafforza ulteriormente il marchio Demeter che raggiunge così nuovi gruppi target.