Un uomo prende una cassetta con della verdura

Tavola svizzera

Donare i prodotti alimentari invece di gettarli

Le organizzazioni come la «Tavola svizzera» aiutano le persone che vivono in povertà. E vengono sostenute anche dalla Migros, ad esempio con donazioni di prodotti alimentari.

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Kaspar Meuli
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Burim Ibrahimi sa come scoprire gli sprechi alimentari. Stamattina al Migros Centre di Brügg alle porte di Bienne (BE), ha aperto le confezioni di peperoni, scartato la verdura guasta e messo poi a disposizione del sostituto responsabile del reparto frutta e verdura i peperoni buoni. Quelli scartati sono ora pronti per il trasporto insieme a pannocchie di mais, spinaci, meloni e insalata iceberg. La verdura viene ritirata da due autisti della Tavola svizzera. Sul loro furgone-frigo campeggia il logo dell'ente assistenziale: un piatto con le posate stilizzati e sotto lo slogan «Distribuire il cibo anziché gettarlo».

In Svizzera, dove si buttano via grandi quantità di cibo, vi sono molte persone che ne avrebbero urgentemente bisogno. Ogni anno vengono sprecati quasi tre milioni di tonnellate di generi alimentari in un Paese in cui circa l'8% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Da un lato lo spreco, dall'altro l'indigenza. Per tale ragione la Migros collabora strettamente con le organizzazioni caritatevoli che vogliono fare da ponte tra l'abbondanza e la carenza: Tavolino magico, Tavola svizzera, Tables du Rhône, Partage e Caritas. Otto anni fa Tavola svizzera e Tavolino magico si sono unite nell'organizzazione mantello Food Bridge. Da allora la Migros sostiene l'ente non solo con donazioni di generi alimentari, ma anche finanziariamente. L'obiettivo è chiaro: prevenire per quanto possibile lo spreco di generi alimentari in Svizzera.

Un uomo consegna cassette alla Tavola svizzera.

Un lavoro utile

Anche la fondazione Tavola svizzera vuole alleviare la povertà distribuendo il cibo. La fondazione raccoglie generi alimentari in 450 filiali della grande distribuzione e distribuisce ogni giorno circa 16 tonnellate di cibo. Il cibo in eccesso viene devoluto a istituzioni sociali come case per senzatetto, mense o alloggi di accoglienza. L'ente assistenziale opera grazie all'aiuto di sponsor come la Migros e al lavoro di tanti volontari. Tra i collaboratore volontari ci sono numerosi anziani e anche molti giovani che prestano servizio civile.

Per esempio Lukas Pfeuti, che sta guidando il furamion-frigo dal Centre di Brügg verso il centro città. Ha scelto questo impiego di sette settimane presso la Tavola svizzera perché si tratta di un «lavoro utile», spiega il giovane in viaggio verso il supermercato Migros Bienne Neumarkt. Dopo aver caricato anche qui cassette di frutta e verdura, prosegue verso i clienti dei prodotti non più vendibili ma ancora ineccepibili.

Un uomo effettua una consegna a un collaboratore della Migros

Prodotti con data scaduta, ma ancora buoni

Nella lotta allo spreco alimentare, ci vuole anche l'impegno della grande distribuzione. Per questo la Migros si oppone con forza al food waste e offre ad altri i generi alimentari con data di vendita scaduta ma perfettamente adatti al consumo o alla cottura. Anche con l'aiuto di ulteriori misure, la Migros mantiene la sua quota di rifiuti all'1,4%. Lo spreco alimentare nei supermercati interessa soprattutto i prodotti da forno e convenience. Seguono altri prodotti freschi come frutta e verdura nonché carne, pollame e pesce.

Ad avere il budget più modesto sono i sans-papiers e i richiedenti asilo, ma anche molti working poor dipendono da noi

Susanne Helbling

Il furgone della Tavola svizzera è arrivato nel frattempo nella Dufourstrasse a Bienne dal Passantenhilfe dell'Esercito della salvezza, in più grande destinatario di prodotti alimentari donati in città. In un locale sul retro di questo centro di contatto per persone bisognose, la merce proveniente dalle due filiali Migros viene suddivisa in porzioni in sacchetti della spesa, una misura che si è resa necessaria a causa del coronavirus.

In seguito alla pandemia sempre più persone bisognose si rivolgono all'Esercito della salvezza. Già prima della crisi circa 200 famiglie ricevevano prodotti alimentari gratuitamente. Per poter usufruire degli aiuti è necessario avere una tessera annonaria che viene rilasciata solo a chi dimostra di non disporre del minimo di sussistenza. «Ad avere il budget più modesto sono i sans-papiers e i richiedenti asilo, ma anche molti working poor dipendono da noi», racconta Susanne Helbling, la responsabile del centro di assistenza e consulenza.