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Imposizione individuale: cosa devono fare le coppie ora
Le coppie sposate non saranno più tassate congiuntamente. Cosa tenere a mente per la previdenza per la vecchiaia.
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Quando il matrimonio finisce, cambiano le entrate, le spese e gli obblighi legali. Questa panoramica illustra i preparativi necessari a livello finanziario.
Finché sono al settimo cielo, molte coppie sposate ritengono che l’eventualità di una separazione sia molto remota. Ma la realtà è ben diversa: in Svizzera due matrimoni su cinque terminano con un divorzio.
Ecco perché è ancora più importante avere presenti fin dall’inizio le conseguenze finanziarie di un divorzio e creare margini di manovra per garantire il proprio sostentamento economico. Solo chi si interessa attivamente alle finanze comuni e alle questioni relative al regime dei beni riesce a mantenere una visione d’insieme, che include dei conti nettamente separati per le spese personali e un conto comune per i costi fissi.
Ciò che accade al patrimonio personale in caso di divorzio dipende dal regime dei beni. Quello più diffuso è la partecipazione agli acquisti che, a meno che i coniugi non abbiano stipulato una convenzione, si applica automaticamente al momento del matrimonio. In caso di divorzio, il patrimonio conseguito durante il matrimonio, i cosiddetti acquisti, viene suddiviso in parti uguali indipendentemente da chi lo ha guadagnato e in che misura.
Dal regime di partecipazione sono esclusi i beni propri, ovvero i valori patrimoniali apportati dai coniugi nel matrimonio o acquisiti in seguito per eredità: questi rimangono interamente di proprietà del/della rispettivo/a coniuge anche in caso di divorzio.
Di norma il divorzio coinvolge anche il capitale previdenziale, tuttavia nella suddivisione vi sono differenze tra i pilastri: l’AVS (1° pilastro) e la cassa pensioni (2° pilastro) rientrano nella previdenza obbligatoria. Qui vale sempre la compensazione previdenziale prevista dalla legge, in altre parole, i risparmi accumulati durante il matrimonio devono essere obbligatoriamente suddivisi in due parti uguali anche in presenza di una convenzione matrimoniale.
Per contro, il 3o pilastro rientra nella previdenza privata e pertanto, in caso di divorzio, la sua divisione è regolata dal diritto patrimoniale. Se i coniugi hanno optato per una separazione dei beni, generalmente l’avere del pilastro 3a non viene suddiviso. La convenzione matrimoniale, che costituisce il presupposto per la separazione dei beni, può tuttavia prevedere anche un’altra soluzione: chi anche in caso di divorzio vuole rivendicare per sé il proprio reddito e patrimonio o suddividerlo in modo del tutto diverso può regolamentarlo con una convenzione matrimoniale.
Suggerimento: è consigliabile mantenere una certa indipendenza finanziaria anche durante il matrimonio, poiché se si abbandona completamente la vita professionale, in caso di divorzio si affronta spesso un difficile rientro nel mondo del lavoro. È utile disporre di un reddito proprio, anche con un grado di occupazione ridotto.
Olivier Serex è responsabile Pianificazione finanziaria della Banca Migros.
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