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Previdenza

Ecco gli 8 errori da non commettere quando si pianifica la vecchiaia

Per garantirsi la sicurezza finanziaria in età avanzata, occorre pianificare per tempo e considerare alcune cose in più.

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Jörg Marquardt
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Errore n. 1: sottovalutare il fabbisogno di denaro in età avanzata

In pensione ci si deve accontentare di un reddito inferiore: la pensione statale e quella professionale coprono solo il 60% circa dell'ultimo stipendio. Molte persone ignorano questo aspetto o credono che le spese in età avanzata siano inferiori. Spesso si dimentica che il potere d'acquisto delle pensioni diminuisce di anno in anno. Considerato inoltre che non vi sono più le deduzioni legate al lavoro, si tende a sottostimare l'onere fiscale. Pertanto, è necessario redigere per tempo un budget di spesa per il periodo successivo al pensionamento e determinare il fabbisogno finanziario mensile. In parallelo va fatta una previsione del reddito atteso dall'AVS e dalla cassa pensioni. Se il fabbisogno finanziario è superiore, si crea una lacuna di copertura.

Errore n. 2: accumulare patrimonio troppo tardi

Con il patrimonio privato si può integrare in modo sensato la previdenza statale e professionale. Rispetto agli investimenti finanziari conservativi come l'oro o le obbligazioni, le azioni offrono rendimenti potenziali nettamente superiori. Ma per questo tipo di investimento occorre tempo. Per una performance di successo in borsa è infatti decisivo l'effetto dell'interesse composto, che si ottiene se si investono nuovamente i proventi dell'investimento, ossia gli interessi e i dividendi. Più lungo è l'orizzonte d'investimento, più marcato sarà questo effetto. Alle persone di età superiore ai 40 anni conviene investire in azioni, anche con importi regolari e ridotti. Investendo 50 franchi al mese, in dieci anni - con un rendimento medio dell'8% - si accumula un saldo di circa 9068 franchi.

Errore n. 3: non versare contributi nel pilastro 3a

Con il terzo pilastro si provvede alla previdenza privata per la vecchiaia. Consente di beneficiare di vantaggi fiscali. Tutti gli importi versati sono deducibili dal reddito imponibile. Nel 2023, tutti i lavoratori iscritti a una cassa pensioni possono versare fino a 7056 franchi nel pilastro 3a. Il capitale è vincolato, il che significa che, a parte alcune eccezioni (ad esempio l'acquisto di una proprietà abitativa), è possibile accedervi solo cinque anni prima del raggiungimento dell'età ordinaria di pensionamento AVS. Per aumentare le possibilità di rendimento a lungo termine si dovrebbe investire il denaro del conto pensione in un fondo pensione. La componente azionaria può essere selezionata in base al profilo di rischio personale.

Errore n. 4: non effettuare i riscatti nella cassa pensioni

Se ci si prende una pausa per i figli o per lavorare a tempo parziale, ma anche se aumenta lo stipendio, è possibile che ne risulti una lacuna previdenziale, ovvero una differenza tra quanto avrebbe potuto essere versato nella cassa pensioni e quanto è stato effettivamente versato. I contributi volontari versati alla cassa pensioni possono colmare questo divario. In questo modo non solo migliora la situazione finanziaria in età avanzata, ma si risparmia anche sulle tasse: i versamenti sono deducibili dal reddito imponibile nella dichiarazione dei redditi. A determinare l'importo che si è autorizzati a riscattare è l'ammontare della lacuna di copertura. Se e in che misura i versamenti nella cassa pensioni abbiano senso, va valutato in base allo stato di salute della cassa pensioni e alla propria situazione finanziaria. Il riscatto massimo possibile è indicato sul certificato della cassa pensioni che ricevi ogni anno. In presenza di lacune notevoli vale la pena effettuare un riscatto scaglionato su più periodi d'imposta per interrompere la progressione fiscale. Tuttavia, la tassazione aggiuntiva al momento del ritiro del capitale dalla cassa pensioni non dovrebbe risultare superiore al risparmio fiscale derivante dai versamenti.

Errore n. 5: ignorare le lacune dell'AVS

Per ottenere una pensione completa, non si devono avere lacune nei contributi AVS. Ciò significa che le donne devono versare i contributi AVS senza lacune dall'età di 21 anni fino all'età di 64 anni (dal 2024 fino all'età di 65 anni), gli uomini dall'età di 21 anni fino all'età di 65 anni; anche se attualmente non svolgono un'attività lucrativa. Per ogni anno mancante, la pensione viene ridotta del 2,3%. Una lacuna può verificarsi, ad esempio, a causa di diversi anni di studio o di un soggiorno prolungato all'estero. È possibile pagare i contributi AVS mancanti in un secondo momento, ma solo entro cinque anni. Per tenere sotto controllo l'AVS e le eventuali lacune, è necessario richiedere un estratto conto gratuito del Conto individuale (CI) ogni quattro o cinque anni. Nel conto individuale sono registrati tutti i contributi rilevanti per il calcolo della rendita AVS.

Errore n. 6: avere solo un conto 3a

Le imposte vengono applicate al momento del versamento degli averi pensionistici del pilastro 3a. Più alto è l'avere risparmiato, più alta è l'aliquota fiscale applicata (ad eccezione di alcuni cantoni che applicano una tassazione forfettaria). Per evitare questo incremento, dovresti ritirare i fondi 3a in più fasi nel corso di diversi anni fiscali. Tuttavia, a tal fine sono necessari diversi conti 3a. Non è infatti possibile farsi versare solo importi parziali (tranne nel caso di un prelievo anticipato per finanziare la proprietà d'abitazione). Una volta accumulato un patrimonio di circa 50'000 franchi svizzeri, vale la pena aprire un secondo conto. È possibile aprire ulteriori conti in quanto la legge non pone alcun limite in merito. Tuttavia, alcuni cantoni limitano il prelievo scaglionato a un certo numero di conti e applicano imposte supplementari per i prelievi ulteriori dalla previdenza vincolata.

Errore n. 7: sottovalutare i costi immobiliari

Se si è proprietari di un appartamento o di una casa, si pone la questione se l'ipoteca possa essere ancora finanziata dopo il pensionamento o se l'immobile di proprietà debba eventualmente essere venduto. È quindi importante chiarire fin da subito la sostenibilità e il rapporto massimo tra importo dell'anticipo e valore dell'immobile. I costi fissi regolari (interessi passivi, eventuali ammortamenti, costi accessori) non dovrebbero rappresentare più di un terzo del reddito disponibile. È possibile ridurre in modo permanente il debito ipotecario attraverso un ammortamento (parziale). Importante: se possibile, è preferibile ammortizzare l'ipoteca indirettamente, compensandola con il capitale 3a al termine della durata. In questo modo è possibile una deduzione fiscale totale degli interessi passivi per l'intero periodo. L'estinzione di un'ipoteca tramite i fondi del pilastro 3a è consentita ogni cinque anni.

Errore n. 8: non preparare un piano finanziario

Il pensionamento cambia la situazione personale e con essa gli obiettivi e le esigenze finanziarie. Un piano finanziario individuale può aiutare a creare una base ottimale per la previdenza per la vecchiaia. Solo se si imposta la rotta giusta fin dall'inizio è possibile sfruttare tutto il potenziale di ottimizzazione. A tal fine, rivolgiti alla tua banca per elaborare insieme un piano finanziario.